Con novembre arriva puntuale, per la diciottesima volta, il Premio“Radicchio d’oro”, la grande kermesse che vede protagonisti i radicchi, i fiori d’inverno che si mangiano, e ospiti illustri del mondo dello sport, della cultura e dell’enogastronomia.

 

E il “Radicchio d’oro” si fonde in tutto questo e si esplicita nel festoso riconoscimento che viene consegnato a quanti brillano nel nostro tempo e sono esempio e testimoni di valori positivi che sono alla base della crescita culturale ed economica di un paese. 

 

Eccoli i premiati di quest’anno, coloro che riceveranno il Radicchio d’oro lunedì 14 novembre. Per l’enogastronomia, Mauro RosatiDirettore generale della Fondazione Qualivita; Andy Luotto chef ed esperto gastronomo. Per lo sport, il tecnico Gianni De Biasi che ha portato l’Albania ai recenti Europei di calcio; il C.S.O.E. (Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito) con Francesca Dallapè, vincitrice dell’argento a Rio nei tuffi. Per la cultura la psicoterapeuta Vera Slepoj, il giornalista Fabrizio Roncone, uno dei più temuti cronisti  della politica italiana; Martina Colombari, modella e attrice ma anche impegnata nel sociale per i poveri di Haiti; il più popolare cantante italiano Al Bano Carrisi. A rappresentare il top della medicina veneta, il dott. Carlo Cernetti responsabile del miglior centro vascolare in Europa, presente all’Ospedale di Castelfranco.

 

Il “Radicchio d’oro” è un evento culturale e spettacolare di altissimo livello, atteso da molti, al quale va riconosciuto il merito di avere contribuito a far conoscere e a far gustare il Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP a livello nazionale e internazionale. Dunque una vetrina di primaria grandezza ai fini della promozione e del marketing che da qualche anno si è concretizzata con una quanto mai opportuna politica di “gemellaggio” con altri prodotti tipici italiani. Due anni fa il “bue grasso” di Carrù (Piemonte), l’anno scorso l’ottimo Zafferano dell’Aquila DOP, quest’anno l’Aceto Balsamico di Modena IGP. Connubi e abbinamenti che esaltano i sapori e i saperi della nostra bella Italia. Egidio Fior, Presidente del Consorzio e patron del Premio, l’aveva pensato nel lontano 1999 proprio per dare notorietà e significato al lavoro, alla professionalità, alla passione di tutti coloro che lavorano la terra e i prodotti che essa offre.

 

Fonte: Il Gazzettino, Corriere del Veneto, La Tribuna di Treviso