Su questo spunto è stato presentato a Roma, in un incontro promosso da Fondazione Qualivita e Origin Italia, il libro La filosofia della Dop economy di Mauro Rosati, pubblicato da Treccani con prefazione di Umberto Galimberti. Quella di Rosati è infatti una lettura ampia e originale della Dop economy che ha accompagnato l’affermazione del made in Italy nel mondo.
Il volume approfondisce la filosofia del sistema delle Indicazioni Geografiche attraverso economia, cultura, identità, comunità, istituzioni e democrazia. Nella seconda parte il libro si concentra sui territori e ricostruisce una vera e propria geografia delle piattaforme produttive italiane, mostrando gli effetti concreti delle filiere DOP e IGP nei rispettivi contesti economici e sociali. Nella terza parte, infine, il volume guarda alle prospettive future del sistema italiano, soffermandosi sia sui risultati e sulle esperienze che ne hanno fatto un modello internazionale, sia sulle criticità che oggi lo attraversano: il rapporto con la distribuzione, la sostenibilità ambientale, il ricambio generazionale, la tenuta delle comunità produttive.
Ne emerge l’idea della Dop economy come una vera architettura civile, nella quale il valore si costruisce lungo l`intera filiera attraverso qualità del lavoro, trasparenza e radicamento territoriale. La conclusione si concentra sul modo in cui anche sistemi maturi, come quello della produzione di cibo di qualità attraverso i Consorzi di tutela, possano rappresentare per la società un contributo concreto e autorevole di fronte alle crisi del presente. Numerosi gli interventi istituzionali alla presentazione, tra cui quelli di Maurizio Martina (candidato alla presidenza Fao), Stefano Patuanelli e Paolo De Castro nonché, nelle conclusioni, del ministro Francesco Lollobrigida.
Fonte: La Nazione
